Prima, vera


chiudendo la finestra
al volo dell’ape
allo sbattere dell’insegna
nelle giravolte del vento
incauto
inodore
intrepido
il piede di un bambino che
tocca la prima erba della
sua vita

dichiarare oggi che è natale
nuotare come al mare
o vestirsi da carnevale
e il ragazzino di quattordici
anni a napoli ancora oggi
inizia la sua giornata di dodici
ore da meccanico

viole, viole, tu raccogli
pure viole con questo sole
giallo che muore
assente
inacidito
accecante
il piede di un vecchio
che stenta a scendere dal letto
tra il mondo che gira e
le ossa che dolgono

Arriverà Primavera, bambini?
24 aprile 2012 lino di gianni

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www.linodigianni.it
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2 risposte a Prima, vera

  1. gisy ha detto:

    La primavera, la sua tenerezza imperturbabile ai calvari umani, ma di essi sollievo…
    Molto bella, complimenti!

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