Scorie


 

Lui disse spostati in là
che devo prendere i miei
sacchetti lei disse prendili
pure io dormo sulla grata è
mia sono arrivata prima

Lei disse ma più parlando
per sé questa sera non fa
neanche tanto freddo fortuna
che ho il telo di plastica
Lui disse ci sono stelle stasera
strano in questa città non è
permesso

Lui aveva un cane un carrello
e due sacchetti neri il resto
ce l’aveva indosso un vecchio
documento scaduto e un cappotto
Lei aveva uno specchietto due
borse e un cappello fatto a mano
e dentro teneva i suoi capelli
Aveva due occhi molto fondi
come minerali di montagna
portati a valle dalla corrente

Intorno il traffico del mattino
si annunciava con le luci le auto
e i suoi pee pee
nella case i pensieri di far infretta
le colazioni mezze abbandonate i bambini
troppo lenti i colleghi dell’ufficio
che non si vogliono vedere

Qualcuno finiva di riempire i sacchetti
pensando al pranzo, dove, al dormire, dove.
Anche un abbraccio, non aveva nessuno
da stringere.

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www.linodigianni.it
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4 risposte a Scorie

  1. massimobotturi ha detto:

    la città dove non sono permesse le stelle è geniale!

    c’è un’amarezza per nulla scontata in questa poesia, grande Lino!

  2. sonoqui ha detto:

    Solitudine di vita, senza neanche possedere l’illusione di un abbraccio
    Lieta giornata
    Gina
    Ps
    Profondamente bella

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