Nuvole


A guardare le nuvole, soffuse, dense.
Con la testa all’insù, in diagonale.
Mentre il corpo prendeva una posizione
come se dovesse

come aspettando finestre da aprire
come dovesse scrivere e poi cancellare
come raccogliere fiori senza ricordare
perché.
Perché le nuvole perché le poesie.
Una strada
che altri prendono e non
riconoscono come quella inventata
da te.

Che ti dicono ma no, c’era già
son sicura.
Indaffarate sempre in movimento
tu guardi e le vedi sempre
lontane che viaggiano che
parlano e si spostano
e a ogni posizione confermano
parlando la loro distanza
dalla morte:
che succeda domani, ora, mai.

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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