otto marzo tra donne, stranieri, un uomo e la scuola pubblica


 

L’idea, l’idea c’era.
Ma magari, dopo la riunione bella, del Circolo Lettori del 7 marzo, non avevo più tanta voglia.
Non voglia di prendere la macchina, comprare, caricare.
E poi insomma, è una giornata delle donne.
( Si ma io sono la scuola pubblica)( e poi da sempre amo le cose vere e non le celebrazioni)
Va bin, ne parlo con la mia compagna, che il giorno dopo verrebbe a suonare canzoni di lotta.
L’idea le piace, insieme la prepariamo.
Preparo le cose, perché ci sia una sorpresa, piccola, ma continua.
Non capita due volte che il nostro gruppo del giovedi, italiani e stranieri, si riunisca proprio
l’otto marzo.
Prima delle nove preparo tutto, mentre in classe A. prepara la musica.
Comincia ad arrivare T: le chiedo. Senti, scriveresti su un post-it due parole che ti piacerebbe ricevere?
Cosa, dice lei? Mah, che ne so, magari buon otto marzo in russo.( Spiego che il fogliettino lo riceverà una sua compagna, a sorteggio, insieme a una piccola sorpresa)
Cominciano ad arrivare, anche la torta di N che è il suo compleanno. Anche il mio tè caldo irlandese.
Anche lo spumante.
Come ogni giovedi, qualcuno a turno dirige la riunione, sulla sedia di pelle.
Ho poco tempo perché alle 11 arriva l’altro gruppo di stranieri.
Leggiamo un volantino che spiega perché l’otto marzo, la fabbrica, l’incendio, ecc.
Poi dico, che, se non mi picchiano, farei leggere le scritte di una maglietta ( un po’ qualunquista) quelle da mare, dove ci sono due punti, che mi piacerebbe far ascoltare.
Un tema è : come far felice una donna, da parte di un uomo( e ha svariati sottopunti)
l’altro tema è: come far felice un uomo.
Abbiamo tra noi una donna che fa le lettrice, che recita in teatro.
Nascondendo la maglietta, inizia a leggere i punti.
La cosa mi sembra che piaccia, la lettura è fatta bene, le frasi stimolano il riso e i pensieri.
Si mangia la torta.
Nel mentre, due di noi prendono i bigliettini e, in una stanza attigua, abbiniamo i fogliettini a piantine di Primule di colori diversi.
Iniziamo la distribuzione, leggendo cosa c’è scritto. Cose carine, spontanee, col valore di un piccolo abbraccio.
Poi A suona le canzoni, tra cui una struggente e dolorosa sulle madri di Plaza de Majo, in Argentina.
Ecco, delle piccole idee che si realizzano  nel cerchio di chi ama le relazioni tra pari.

Annunci

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
Questa voce è stata pubblicata in lino di gianni. Contrassegna il permalink.

7 risposte a otto marzo tra donne, stranieri, un uomo e la scuola pubblica

  1. Ángeles ha detto:

    I pensieri scritti nei bigliettini erano impregnati -oltre che di affetto e solarità-, di consapevolezza sociale, trovo! Sono quei momenti che ti riempiono di benessere!

  2. lino ha detto:

    io non mi ricordo cosa c’era scritto

  3. mechi ha detto:

    c’è una versione bellissima di quella canzone dedicata alle madri argentine cantata da Alberto Cesa del Cantovivo, compianto musicista rimasto nel cuore di molti di noi

  4. Ángeles ha detto:

    La bellissima versione di Alberto Cesa è tratta da quella originale spagnola intitolata “Tango de las madres locas”, il cui autore è Carlos Cano, morto anche lui, disgraziatamente. Alberto sarà sempre nel cuore.

  5. mechi ha detto:

    complimenti!bella traduzione. rimane il fatto che la voce di Cesa rimane una delle più emozionanti e espressive del panorama musicale italiano e non soltanto, in qualunque lingua canti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...