Annabel-poesia-lino di gianni


 

 

 

Annabel strinse forte gli
Occhi durante il temporale
contò uno il tuono
contò due il picchio
al terzo suono pensò
alla cantina al buio
al volo dell’uccello
e piano piano
si addormentò
e piano piano
nella scorza del tronco
fiorì una promessa enfatica
di linfa
come un’alba che stenta
la luce
un passo senza ricordo
di viaggi.
Si fermò.
Si fermò tutto ciò che
fino a quel momento
moveva le campane
moveva i grilli
nella sua testa.
Annabel strinse forte le mani
durante il temporale
contò uno il tuono
contò due il picchio
al terzo suono divenne donna
svolando enfatica
come una promessa di
luce
il ricordo di un viaggio
( come un’alba di grilli
e campane a festa)

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