4. Barbone in casa- dal libro di racconti ” In villa nel cartone”


 

 

4. Barbone in casa

La questione era delicata, il compito immane, la riuscita incerta. Nonostante i molti anni passati, Stephen era rimasto identico: totalmente incapace di ordine. Tattiche, strategie o semplici trucchi fallivano tutti di fronte alla semplice constatazione: carte, libri, vestiti, oggetti venivano posati ovunque, in modo disordinato e casuale, nella casa, nelle borse, sugli scaffali. In ordine sparso, con sovrapposizioni continue che obbligavano a faticosi scavi per ricerche spesso infruttuose.                       Neanche i suoi libri si salvavano.

Non perché ne avesse troppi, ma perché i libri nuovi venivano presto nascosti da altri, impolverati. Né ordine alfabetico, né per argomenti. Accanto e sopra lo spazio degli scaffali una quantità di oggetti vari, appoggiati in via transitoria da almeno due anni. I piatti si lavavano appena prima del pranzo, i vestiti si stiravano perché non ce n’erano di pronti, i giornali accumulati senza leggerli, documenti cd e programmi sparsi ovunque nel computer e persi senza nessuna etichetta. Basta si disse. Vendo i libri a poco, e me li faccio fuori. Vado a vivere in una baita in montagna, col pavimento in pietra. Porto solo l’essenziale. Poco di tutto. Come se dovessi controllare il territorio contro l’invasione dei soldati nemici.

Attualmente due piccoli spazi si salvavano a stento: il divano e il letto. Una metà del divano rimaneva libera per stendersi, accerchiata da giornali e libri sulla spalliera. Una metà del letto restava per dormire, con la roba da stirare appoggiata un attimo nella parte libera. Basta, troppa roba, in fondo basterebbero due o tre cose per cambiarsi. Magari con colori sempre uguali, per sottolineare che non erano importanti.
E se avesse rinunciato anche al riscaldamento, come aveva fatto quell’anno che non aveva messo né stufa né niente? Rinunciare alle vacanze, rinunciare all’automobile, che odiava, responsabile del disordine del traffico. E se avesse rinunciato anche al rapporto con la compagna, fonte di tanti, troppi problemi, eliminando alle origini il suo disordine amoroso? Rinunciare al lavoro, fonte di ansie e inquietudini, e far diventare ciò che si ha una continua conquista. Tornare all’uso, essenziale, delle cose.

Ordine, controllo, semplicità, si disse.  Che cosa cercare di più, cosa chiedere di meglio? E anche la scrittura, basta frasi, periodi, incisi, punteggiatura.
Io –mangio- la pizza. Je mange pizzà. I eat pizza. Anche le lingue, basta, solo gesti, che forse non ti capivano lo stesso, nell’essenziale? Schiacciò qualche tasto, chiuse il documento, vuoi salvare? Con che nome? Nome: dimentica. Chiuse il computer, chiuse gli occhi, e riprese i sogni, riposti con gran disordine. Una villa, una villa con panchine e signore, signore solo di cartone, che sorridono. Dicono puoi chiamare in tutto il mondo per 0,30 cent al minuto.

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3 risposte a 4. Barbone in casa- dal libro di racconti ” In villa nel cartone”

  1. Ángeles ha detto:

    Una punteggiatura ordinata è, però, bella. Altrimenti, come si farebbe a capire ogni sfumatura?
    Il resto andrebbe ridotto al minimo, come ben dici!

  2. lino ha detto:

    già vero, e poi qualcuno puo sempre aiutarti, coi vestiti e l’ordine, no?

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