terzo racconto: 3. Altrove


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terzo racconto: 3. Altrove, tratto da In Villa nel cartone-racconti-lino di gianni

3. Altrove

 

 

Sempre altrove, sempre altrove. Dicono che non ci sono mai, dove mi cercano. Non ci sono mai, dove sembra. Non lo so. Io non faccio niente: io penso, io ascolto eseguo aspetto. (Poi sparisco).

Per non lavorare, aspetto. Mi siedo per terra, vicino a una chiesa. Vicino, un cartello con poche parole: ho fame, aiutatemi. I miei vestiti sono dignitosi, i miei capelli bianchi. Ho sempre un paio di occhiali scuri. Non voglio incontrare nessuno sguardo. Chi vuole lasci qualcosa, ma non si porterà via niente. Da seduto, la gente è per me un paio di scarpe. Ciò che la gente mette ai piedi parla una lingua chiara. Ecco perché ci tengo alle mie scarpe. Mi proteggono, mi descrivono, viaggio verso l’altrove.

Da seduto, la gente mi disprezza, mi ignora, si arrabbia. Per qualcuno, sono una carità pietosa. Io, per me, imito i mimi che fanno le statue. In presenza di soldi, mi levo il cappello in un lieve saluto. Da seduto, il mio altrove è lì. Un cartone vicino a una grata da cui fuoriesce aria calda d’inverno. Poco lontano, andando di buon ora, ottengo un cestino del Cottolengo. Un pane, un formaggio, un frutto. Una minestra. Devo guardarmi dalle rapine degli altri. Quello che ho, è quasi niente.

Per rabbia, per scherzo, per fame maggiore, posso trovarmi contro qualcuno del Marocco, della Romania. Qualche tossico, in astinenza. Con calma, in silenzio, senza chiedere altro, d’estate raccolgo le monete avanzate dai distributori di bibite. Una bibita fresca, il suono delle monete riunite, son piccoli riti che impediscono la mia fuga.

La stessa moneta per lavarmi i vestiti, da Thierry.

Lui seduto, io seduto.

Un mondo che gira nell’oceano della lavatrice.

 

 lino di gianni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 risposte a terzo racconto: 3. Altrove

  1. Ángeles ha detto:

    “Da seduto, la gente è per me è un paio di scarpe…”.
    Mi piace molto quell’adattare la parola all’argomento, quella eloquenza.

  2. lino ha detto:

    adattare la parola all’argomento, quella eloquenza..bello!

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