Circo Otamo. Racconti. 26. Poesie


Nel Circo immaginato della precarietà
si esibiva con semplici cartelli
su cui scriveva parole dal significato
incerto e di difficile interpretazione.
I più rinunciavano a leggere, già troppe fatiche
aspettavano altrove.
Quelle si bisognose di attenzione.
Tutta la attenzione del giorno era
ormai richiesta per gesti ripetitivi.
Lo spettacolo era gratuito, non costava soldi
non aveva pubblicità, nessuno pagava l’artista
che si esibiva.
Che poi lui, non si definisse artista, è cosa certa.
Iniziava, scriveva e declamava:

 

“ Nel fulgore di una rosa

nel momento preciso di èstasi

quando i muri rinchiudono

il sonno del gatto il cane che

guarda e uno sguardo raccoglie

e ricostruisce lo specchio

a finestra di quel momento

preciso il tuo fianco toccò

il mio poco prima di pranzo…”[]

 

Chouette lo guardava incerta, aspettava per giudicare
Truck non lo sopportava, mandava via quasi tutto
il pubblico pagante.
Solo Ilario lo apprezzava, chissà perché.
E anche Tortuga lo proteggeva, come un pettirosso
da tenere abbracciato per frenarne il volo.

 

 

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3 risposte a Circo Otamo. Racconti. 26. Poesie

  1. intarsiodiversi ha detto:

    in fondo l’arte per l’arte è gratis.

  2. linodigianni ha detto:

    è vero, Fernanda..è questa la sua premessa..il costo ce lo mettono gli artisti, in materiale umano

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