Il Circo Otamo- Racconti- 16- Giochi da maschi


“ Tiraaa!!”
Si sentiva il grido ogni volta che cambiavano città, e piantavano nuovamente i paletti del tendone.
Si vedeva come il corpo di un dragone cinese, venti uomini che si muovevano uniti attorno a un elefante che risolveva i problemi di forza.
Era un rito, che univa e faceva ben sperare.
Nello stesso tempo quel tendone delimitava un cerchio di passioni, un legame visibile tra chi si sospendeva al trapezio e chi faceva ridere dando calci in terra.
A Tortuga piaceva la segatura del Circo, contenuta nei sacchi di juta: le ricordavano il negozio di ferramenta e cordami, dove da piccola si nascondeva e qualche volta si addormentava, in attesa del buio e delle monachelle del camino.
Le monachelle erano le scintille che faceva la legna bruciando nel camino. Ma Tortuga si incantava a vedere i ceppi e si immaginava che gli spiriti dei morti le parlassero attraverso di esse.
E quando andava dalla mamma raccontava che le cugine le avevano parlato a lungo, e messo in guardia di non stare troppo vicina al fuoco, nel caso si addormentasse.
Tortuga aveva sempre uno scialle di lana che la avvolgeva e, appena sentiva che qualcuno voleva parlarle, si sedeva comoda come fosse l’inizio di una bella favola.
Chouette, per farla ridere, le raccontava di quando, da piccola, voleva giocare sempre coi maschi.
Ed era ricercata, ed era scelta da loro, nelle competizioni, perché era veloce e audace, e faceva vincere la sua squadra.
Tutti sapevano, racconta Chouette col mezzo sorriso che traspare da dietro i ricci, che c’era un solo bambino che sempre si opponeva al fatto che le femmine giocassero: Sé-bas
E allora la ragazzina si avvicinava mentre lui protestava con gli amici e chiedeva: Chi ti ha detto che le femmine non possono giocare a calcio? E quando Sé-bas rispondeva che glielo diceva suo padre, la ragazzina faceva partire una terrificante scarica di pugni e calci che convinceva tutti a far giocare quel ciclone vestito da femmina.

Ancora da grande, quando Sé-bas incontra per le strade del paese quella ragazzina diventata donna, spontaneamente gli veniva da tirare su le mani per ripararsi la testa, poi sorridere e dire
“ Quante me ne hai date, di botte, da piccoli!”

parti precedenti: http://www.linodigianni.it/circo_otamo.html

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2 risposte a Il Circo Otamo- Racconti- 16- Giochi da maschi

  1. angeles ha detto:

    Povero Sebas! Chouette aveva già una certa consapevolezza pre-femminista, senza neanche saperlo!

  2. linodigianni ha detto:

    già, e sebas ne ha fatto le spese:-)

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