Circo Otamo- racconti- 8


Tortuga, che sembrava dormisse sempre, in realtà spesso era immersa in un mondo tutto suo. Amava molto i bambini e sognava di trovare qualcuno che la sposasse e la rendesse madre. Purtroppo, anche per colpa del suo fisico, non aveva molti pretendenti.
Allora diventava disponibile a prendere mille iniziative, magari aiutando la sua grande amica Chouette.
Al mattino, quando incontrava qualcuno, Tortuga lo guardava bene dal basso verso l’alto, per via delle sue lenti molto spesse, poi con un sorriso che mostrava la bellezza del suo apparecchio per i denti gridava:

“ Ehi, Piccolo Mondo Antico, che bellezza, incontrarti” E tutti le sorridevano per la simpatia che provocava. Nel frattempo lei non mancava di scartare un cioccolatino.
Poi faceva una pausa, e metteva nella borsetta le carte colorate per fare qualche gioco coi bambini.
Il nuovo arrivato, il pagliaccio allegro Ilario, aveva un po’ di difficoltà con la nuova lingua, lui che era vissuto a Porto Alegre, ma cresciuto in Germania, alla fine aveva una tale confusione linguistica in testa che preferiva fare il mimo e inventarsi una neo-lingua che facesse ridere.
Chouette lo guardava con curiosità, cercava di capire se i numeri da circo di Ilario fossero veramente comici.
Allora lui si esibiva solo per lei, per strapparle un sorriso, per farla fermare da tutta la frenesia che sempre dimostrava nel riparare, cambiare, classificare gli oggetti del circo.

“ Kwesto ezzere Krande Cirkus di Io me, Mesdames et Messieurs, voi guarda Bitte io me che solleva Krande peso più pezante del mondo”

E cominciava a cercare di sollevare un manubrio con due palle da 20 kg, ma naturalmente non ce la faceva, e diminuiva fino a che spossato arrivava a sollevare due pacchetti di mezzo chilo. E talmente erano i gesti di sollievo che strappava risate a chiunque, sentendosi anche i bambini più forti di quel pagliaccio spaccamontagne.

Dentro il Circo ormai Ilario aveva aperto il suo ufficio per risolvere tutti i problemi piccoli e grandi che si presentavano.
Chouette andava ogni giorno, per incontrare Karl: cosi si faceva chiamare dentro questo ufficio, denominato Werrasten.
“ Signor Karl, vorrei sapere come mai si chiama Werrasten, questo posto! Cosa si fa, qui? Io sono un Riporter famoso, e devo sapere se potete essermi utile.”
“Mm, ma cierto, Signior Riporter, qui si chiama Werrasten per ricordare mia famosa agenzia di Dresda, suo nome completo era:
Werrasten Der Rosten Bureau..cioè chi si ferma è perduto!

E mentre Chouette lo guardava incerta se iniziare a ridere, lo sentiva cominciare a parlare in una lingua che lei non conosceva ma che le sembrava cosi buffa nella bocca di Ilario, pagliaccio nato a Porto Alegre:
” Demnach müssten die Führungshülsen der Kopfstütze auch ohne Sitzschaum verrasten”

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2 risposte a Circo Otamo- racconti- 8

  1. Mia ha detto:

    Belle queste storie, Lino.
    Io invece non sto scrivendo. Aspetto che mi ritorni la grazia.

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