il Circo Otamo: del dolore e della felicità. 5


 

Intanto, in un capannone vicino al Circo Otamo, due ragazzotti trafficavano coi cellulari. L’aria era ammorbata da una puzza d’animale insopportabile. Per terra quattro secchi d’acqua ormai vuoti.
“ Basta, qui non si resiste, senz’acqua questo bestione non si tiene, dobbiamo farlo ritrovare”.
“ Proprio adesso che ci ha mangiato cinquanta buste di popcorn e quasi ci stavano pagando i 3ooo euro di riscatto! Disse lo smilzo ragazzo con una brutta cicatrice sul collo.
“ Va bè, simuliamo un incendio, chiamiamo i pompieri e scappiamo.
Questo elefante ha un odore insopportabile, lo dicevo io che era una pazzia. Potevamo rapire il pagliaccio del circo, mangiava meglio e non puzzava cosi”.

In quel mentre si sentì l’elefante cacciare un terribile barrito e contemporaneamente dai vetri entrò un sasso che quasi colpì alla testa il ragazzo grasso.
Il tempo di scappare e, per quanto si potesse dire abbracciare, Chouette, entrava nel magazzino insieme a Tortuga, a Truck e al pagliaccio di Porto Alegre, che con un megafono strisce bianche e rosse continuava a gridare:
“Qui è l’esercito di Liberazione del Circo.
Arrendetevi, siete circondati!”
In cielo una civetta annunciava l’arrivo dell’alba. Nel palazzo vicino si stavano alzando gli operai per la nuova giornata di lotta che si annunciava.
Nel cuore di Truck i tamburi battevano d’amore per la famosa Riporter che ancora una volta aveva salvato la gente del Circo.
E per la prima volta Tortuga vide negli occhi di Chouette, il pagliaccio triste, uno sguardo diverso, uno sguardo di piccola felicità.

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3 risposte a il Circo Otamo: del dolore e della felicità. 5

  1. angeles ha detto:

    “Qui, l’Esercito di Liberazione del circo” è irresistibile!

  2. linodigianni ha detto:

    a Chouette diverte molto, in effetti e Ilario lo sa:-)

  3. Basta mancare per un po’, senza volere, e trovi un altro mondo: tutto da leggere, piano piano.
    ciao Lino, con affetto.
    z.

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