il Circo Otamo: del dolore e della felicità-2


“ E che cosa ci sto a fare, io? Il più famoso Riporter di Giaburghen e dintorni? Lo riporto io, l’elefante, tranquillo”disse Chouette, accennando un sorriso.
Già, pensò, Strunck, prima bisogna trovarlo, però. Ma un elefante. Mica sparisce così nel nulla. Qualcuno l’avrà visto.
Non aveva ancora formulato il pensiero che vide un plico sporgere vistoso dal finestrino della loro roulotte.
Qualcuno aveva incastrato questa lettera color busta del pane.
Strunck aprì, lesse e rimase col cuore fermo in gola:

“ Abbiamo rapito vostro elefante. Stop.
Se volete riaverlo, dovete pagare. Stop.
Rispondete e seguiranno istruzioni.
Chiamate Polizei, elephante Kaputt”

Proprio in quel momento si presentò una ragazza magra, alta e dinoccolata, col naso rosso da clown, che si presentò sparando un biglietto dalla sua pistola da pagliaccio allegro.
Il biglietto diceva, Salve, e la sua bocca sorridendente come luna piena diceva “ Sapevo che mi cercavate, eccomi qua. Sono il pagliaccio allegro che sostiene il pagliaccio tristo”
E fece un magnifico inchino scoprendo una sciarpa di velo azzurrino con mille stelle luccicanti.

(continua)

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