Aspettando 17


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Diciassette
 

Vladimiro si sente vecchio. Molto più vecchio dei suoi anni.
Ma non come saggezza. Ma per i suoi mali fisici.

Mali che non ama enumerare, né farsi compatire, né mettere in piazza come fanno alcune conoscenti: sembra confrontino i malanni come vestiti appena indossati.

 

Una malattia, pensava Vlad, è un territorio del corpo che manda esploratori.

Noi, nella fortezza, guardiamo straniti quell’agitazione. Fino a che non assalgono il ponte,e siamo invasi. Costretti a respirare un’aria che non volevamo.

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3 risposte a Aspettando 17

  1. linodigianni ha detto:

    da un'intervista a Philip Roth
    "quels sont les grands livres dont le thème central est la maladie ? J'en ai trouvé très peu, et cela m'a surpris, tant la maladie est un élément important de la vie, de l'expérience humaine. La Mort d'Ivan Ilitch, La Montagne magique, de Thomas Mann, ou encore Le Pavillon des cancéreux, d'Alexandre Soljenitsyne, qui est un vrai grand livre. Mais une fois pris en compte ces trois monuments, je ne voyais plus rien. Il y a bien entendu des romans où la maladie est présente de façon accessoire, comme un thème secondaire, mais pas de livres où elle est le sujet majeur. Je ne m'explique pas pourquoi.

  2. imaginaire ha detto:

    con la mente si  cerca di addomesticar il dolore in caso di malattia grave, la ritrovi tutta concentrata in questo sforzo quotidiano, lo spirito viene compromesso contro la propria volontà e sarà il primo a cadere ancor prima che corpo ceda, presumo. obiettivamente credo che non si possa scrivere a lungo in certe condizioni, anche se sarebbe la situazione ottimale per trasmetterne quest'esperienza di vita, seppur drammatica, infine chi non ha provato queste sensazioni difficilmente le può trasmettere, magari con delle registrazioni di ammalati e farlo in modo sommario. invece scrivere di malattia come risorsa secondaria ad un libro lo può fare chiunque, sia quello che supera una malattia, sia quello che non è stato malato, perché in tutti e due i casi la mente fa da guida e il dolore eventualmente provato davvero passa in secondo piano.

  3. imaginaire ha detto:

    (scusa gli errori più del solito, eh eh…. )

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