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Che io dimenticassi il mare
che c’era tra noi, che spostassi
le nuvole, ogni singola foglia verde
e, in numero di quindici,
i richiami delle sirene.

Che , prima che il bicchiere cadesse
 a terra, sotto il balcone degli amori improvvidi,

io avessi già preso gusto e ansia
e amo fondo nell’apice della gola, mia,
con lo sguardo fisso.

Che tu, non mi sparissi davanti
che non smettessi di stringere
che  tu, continuassi nel ridere
dove io, stanco, avessi a interromperlo.

Che non fosse semplice
lo sguardo lontano
lo scoprimmo presto, la mano
nel posto vuoto, nell’ombra mancante.

Le stelle

Nel mare

Gemelle, di quelle che in alto

Seccavano al sole.

 

Giro la tazza del the

Aspetto che salga la nebbia

Che il respiro ritrovi ritmo

Discreto le mappe a memoria

.
Ogni salto ,

fuori dell’acqua
E l’istinto del volo.

 

© lino di gianni

 

 

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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