Che sposti un po’ di fumo con le mani,
cercando aria tra gli spazi
la mela , rossa, aliena e occhieggiante
unica su quell’albero contaminato
tra strada e cortile.
Ricorda il mendicante
scalzo, vestito di solo cappotto
senza guizzi negli occhi, solo
urlo quieto senza fine.

E tutto è stato
detto tra le mani che si giungono a preghiera
e il mistero doloroso che si contempla
una vetrina dove hanno tolto tutto.

La ragazzina araba, che fa le pulizie, porta il velo
e scrive sul computer percorre la modernità
sul carretto attaccato all’asino.

Due ore di libera uscita, e le sembra tanto
dal Perù per sostenere gambe vecchie.

E la donna che cerca di farsi aquilone,
dal paese vicino alla Polonia:
impara una lingua, scopre un amore
ne impara un’altra e vive in Cina
poi parla tutti i giorni e viene qui.

La biologa indolente aspetta che il sole
si raffreddi, prima preferisce il tennis
e i libri letti insieme, l’anno scorso.

Io porgo schede di iscrizioni,
io porgo test per gli ingressi
aspetto che il mio tappetto possa srotolarsi
e la mia mercanzia, da arabo veloce,
presentare.

Non vendo, non compro.
Infrango tutte le leggi
di mercato.
© Lino Di Gianni 7-10-2008

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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2 risposte a

  1. imaginaire ha detto:

    te l’ho già detto che sei tra i miei preferiti su splinder? forse non ancora

  2. linodigianni ha detto:

    forse non te l’avevo detto neanch’io:-)

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