Il primo giorno, la finestra rimase chiusa.
I cani abbaiarono, confondendo le attese,
nell’aria l’odore di pioggia, che non venne.

Nel posto delle fragole, vicino al muro,
un secchio capovolto,
la gomma dell’ acqua tra la polvere.

Qualcuno disse di aver visto una bicicletta,
  ma il giorno dopo non si trovò più.
Alcuni trovarono vecchi volantini,
uno sciopero di otto ore, compagni delle
fabbriche, aderite, 1973.

Ma fu solo con la Luna piena,
arrivata d’anticipo,
che le strade del paese si riempirono di gente.
Silenziosi, degli uomini
arrotolarono prati e trascinarono alberi
spianarono colline e deviarono torrenti.

La mattina, accanto alla bicicletta
una scia di formiche e la punta dei cani
fecero trovare l’uomo
e la valigia.

Dentro, nuove sementi,
il sogno di Liberi tutti.

Nelle lenzuola stese, il risveglio
dei figli della mezzanotte.

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www.linodigianni.it
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2 risposte a

  1. imaginaire ha detto:

    ma almeno prima forse si sognava, adesso anche questo diventa derisorio

  2. linodigianni ha detto:

    dipende, dipende..conosco gente che invece di mettere via soldi, mise sogni da parte, sotterrati.E in qualche persona, ne conosciamo le mappe.(leggi le poesie su
    http://www.mutevolmente.splinder.com)

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