Meloni, gialli
palloni da rugby che nessuno vuole
buttati sotto un ulivo
stoppie arse, raganelle che tessono
un canto di vedovanza.
Chi non li conosce non sa
il verde pallido che hanno dentro, i meloni di pane
ape che scende in gola.

C’era il forno, il forno collettivo
per il pane
il braciere ,per scaldarsi la notte
il secco del peperoncino
mangiato a tradimento,
come togliere la testa a un sogno,
un capriccio, dicendosi
vatt’inne

E c’erano, e ci sono
i braccianti a giornata,
pure le donne che avevano già
fatto il pranzo alle sei di mattina.

Ma adesso, son diventati tutti signori
son rimasti questi neri
a raccogliersi il pomodoro
non si spaventano, questi
del mare lungo
d’annegarci dentro,
carne tritata buona per il sugo.

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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Una risposta a

  1. imaginaire ha detto:

    già, sono diventati tutti signori

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