ventaglio


La casa del gallo, vernice scrostata,
è capovolta.
Un solo soffio , dall’alto, senza ventaglio.
Finito il canto,
cuore di pannocchia mangiato.

E di tutta l’erba, i mattini, le scale
per far sorridere la gente,
per cantare a bassa voce
la voglia di ricominciare,
mucchietti in mano
a chi rimane ancora.

Come la fotografia di quando si è piccoli
non ci prendono mai, nello stesso modo
cerco di ricordare qualcosa.

Una voce forte, l’altezza, l’entusiasmo
un negro bianco, con gli occhi e la bocca
di nonna.

E anche lo sguardo, che avevi
tra  la nebbia.
Come a dire, vedi che strano
si fa per andare e ti fermi
per quella fotografia,
che da piccolo,
non volevi mai fare.

 In memoria di Vittorio Fanelli

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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