Passeur


Han portato un nero, dagli occhi
di vino forte
su per gli altipiani
tra una montagna e un vento
spostato poche pietre, passata molta acqua
non necessario il coltello
dello zingaro passeur.

Non si capisce chi sia più clandestino
in questi alpeggi lunghi
nemmeno la lavanda
copre quel puzzo di incenso
del sadico con le scarpette
fosse per lui ancora aborti clandestini
fosse per lui santa Inquisizione
la Sacrada famiglia, lInvincibile Armada
dei politici alla terza, quarta moglie.

Bruciano i papaveri in pianura
fuochi alle baracche
Nel medioevo prossimo venturo
tutti han gia vissuto una volta

E sempre l’hanno detto che il diavolo esiste
incerto era solo il vero volto.

Negli occhi dei bambini sinti, rom
korakanè
un vento largo arriva dall’India
una musica dai Balcani
e le salsicce uniscono
l’odore di un gagè
al clandestino
mentre il paese
aspetta i barbari.

© lino di gianni

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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Una risposta a Passeur

  1. imaginaire ha detto:

    c’è una poesia di Kavafis molto bella dove annuncia l’arrivo dei barbari, e sì, dovremmo avere tutti un cuore da clandestino ma forse il fatto del sedentarismo crea l’illusione dell’immobilità

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