(mio pane, mio yogourt)© Lino Di Gianni

Come se dovessi svuotare
la borsetta di una donna,
dove si portano tutte le strane cose
che servono ogni giorno.
Quelle, e non altre, e guai se
si perdono, o se qualcuno le tocca.

Come se dovessi fare il pane con la
macchina genera poesie di Col,
e il pane che mi lievita dentro

immerso nel suo odore come
nella bottega di un falegname

Come lo yogourt,  aspetto
il lavoro dei fermenti
mentre leggo e preparo
i tappi per i vasetti
un cucchiaino di Kafka, due cucchiai
di Rimbaud, un po’ di succo di Primo Levi.

Mi piace seguire le tracce della vita
scoprire che esistono i frutti di capperi
freschi
da mettere sull’impasto della pizza.

In mezzo ai libri, ogni tanto
i suoi bigliettini gialli:
come se giocasse con le calzette
tirate giù, dentro la testa
mi muove le labbra
genera sorrisi.

© Lino Di Gianni
ps altre foto, altre poesie  www.linodigianni.it

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
Questa voce è stata pubblicata in poesia, poesie mie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...