Hybris, mia


Hybris, mia

tu sai che non posso mai finire di
(pronunciare il tuo nome) pensarti
senza
che io,
( o meglio – non io
ma : il pensiero di te)
mi trasformi in albero
frondoso, verzura, ombre
e legno e uccelli, in amore.
Il suono,
del picchio
nella tua scorza
io, con parole
simili
cerco in te
(il mio nutrimento)
in movimenti
di acque arrampicate
e trai capelli, laghi alpini
tuoi, io dentro.

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www.linodigianni.it
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3 risposte a Hybris, mia

  1. majara ha detto:

    “con parole simili”
    ché le parole – ed è già tanto e se si è fortunati – son sempre solo “simili”

  2. Lucycy ha detto:

    molto bella!!!

  3. imaginaire ha detto:

    molto bella. tra gli odori essenziali della sopravvivenza.

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