Bisacce

Sono venuti fino qui,
a piedi, con le bisacce a tracolla
un poco di formaggio, il pane
le melanzane sottolio.
Il coltello per i fantasmi
il sorriso per le parole strane,
una bevuta di vino per avvicinare la notte 
un pezzo di muro per risentire le voci.

Sono stati a lungo incerti
se restare o ripartire
e ogni anno gli cambiava le parole
e ogni figlio gli cresceva le radici.

Hanno smesso il fumo
hanno tagliato i baffi
il coniglio ha finito di scappare
tra le mani che tagliavano la gola
il forno l’hanno chiuso
e Rusunella non sta piu sulla
seggiola fuori alla porta.

E’ finito il tempo delle maschere
della Commedia dell’arte
del paese dei cento campanili.
Oggi i figli si vestono
come mafiosi italo-americani
e i padri girano armati nei Suv
la madre non esce senza abbronzatura
e la tragedia della figlia
è di non avere nessun futuro in televisione.

Io per me sono al dormitorio pubblico,
mi danno qualcosa da mangiare
parlo con Said e Thierry
e posso finire di leggere
tutto Pavese.

La bomba è gia caduta, marcondiro n dero
la bomba è già caduta marcondiro n dà
ci salverà qualcuno
ma chi lo sa?
ci salverà qualcuno
che la viola da gamba
imparerà.

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
Questa voce è stata pubblicata in poesia, poesie mie. Contrassegna il permalink.

2 risposte a

  1. Lucycy ha detto:

    già…:-(

  2. imaginaire ha detto:

    credo proprio di no, non ci salverà nessuno

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