Filastrocche


In mezzo alle pagine
separato da una bolla d’aria
un fiore secco
con l’intero prato
la mucca fuggita
e l’ape nascosta
il bambino che grida
e l’ombra che si sposta
il sole che finisce
e il vento che non c’era.

La mano di D*
mi disegna sul foglio.
Con le guance rubiconde.
Come fossi di Eolo il figlio.

Ma non è che lei sappia disegnare
e io le dico smetti
fammi sentire come sai
suonare, che è meglio
neanche per sogno,
mi dice,io il mio mondo, tutto
l’ho dovuto inventare
e adesso chiudo
le pagine, la bolla
e per favore, rimetti
il fiore secco dove l’hai preso.

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
Questa voce è stata pubblicata in poesia, poesie mie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...