• Il trafficante ( di parole, di cieli, d’armi )

    (Da Le Bateau Ivre a Zanzotto, passando per Elia Malagò. )


    Di quei versi sulfurei, grondanti albe soleil levant
    con colori cantanti e battelli ebbri dal furore
    impavido,
    mi intinsi, ardente calamo, santone di nessuno
    con ipnotico carme scese il verso, uncinandomi.
    Finii col taglio della gamba di Arthur, con la vendita
    delle armi, il traffico di schiavi
    tacque la lama intinta nell’assenzio, spente onde urla febbri.

    Del colloquiare attonito, clown che recupera il gattonare
    le atmosfere tirate a freddo i lucernari alla De Chirico
    l’urlo di Munch e il jubox  all’idrogeno.
    La lallazione, il bambino e la Standa, il dopo-bomba.

     

    E alla fine uno scendere laico nel gorgo
    un raccogliere schiere di viandanti improbabili
    un aspettando Godot con la recitazione
    in togliere di Eduardo, una Pitela da tramandare.

    Con parole come pietre il cui suono cerco
    con gesti che sembrano cenni d’intesa
    un volo, un taglio uno scatto. Una premura
     Mio il mestolo colabrodo
    bastone rabdomante,
    per le vene segrete, le mappe, e i custodi dell’acqua.

    lino di gianni/ lainus/ alp

  • Lettera del veggente
    di Arthur Rimbaud

    A Paul Demeny
    Charleville, 15 maggio 1871

    […]
    Io è un altro. Se l’ottone si desta tromba, non è certo per colpa sua. La cosa mi pare ovvia: io assisto allo sbocciare del mio pensiero: lo guardo, lo ascolto: do un colpo d’archetto; la sinfonia si agita nelle profondità, oppure salta con un balzo sulla scena.
    Se i vecchi imbecilli non avessero trovato dell’Io che il significato falso, non avremmo da spazzar via questi milioni di scheletri che, da tempo infinito, hanno accatastato i prodotti del loro guercio intelletto, proclamandosene fieramente gli autori!

  • continua 

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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3 risposte a

  1. majara ha detto:

    Dunque “…il poeta è veramente un ladro di fuoco”.

  2. linodigianni ha detto:

    si..oserei dire, ladro del Fuoco, quello primigenio, suggestivo, indeclinabile con la modernità, cioè gia postumo, o assente..

  3. imaginaire ha detto:

    il poeta corre in avanti, brucia le tappe del poema che non esiste

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