tarli


Con una stretta di spalle, con un tirare avanti, con dei passi smarriti nel trovare ancora percorsi di sempre

con giornate che ti lasciano tramortito

con tutto cio’ che credevi messo in discussione, pezzo per pezzo, centimetro per centimetro

come fosse l’aprirsi di una scatola e io fuori che aspetto di mangiare.

Con attesa, ancora, nonostante, forse, delirante,

commozione,

a guardare come sei " sincera".

Eppure anche tu, non sei speranzosa, ingenua, cretina come me.

O forse.

Magari.

Mi viene il dubbio, si insinua un tarlo, un grillo

una forchetta cerca di sollevare la lattina rotta:

sono forse io sordo, ottuso, non percepisco sillabe, segnali?

Mi mancano i feed-back? I suoni di ritorno?

L’ angoscia della cecità, della caduta nel

silenzio/assenso

senza ricevuta di ritorno.

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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Una risposta a tarli

  1. Lam ha detto:

    oh, no… è che tu sei “un’anima bella”, per dirla con parole antiche/antiquate e continui a credere, di quella fede nell’uomo più grande del divino.Purtroppo – in un modo o nell’altro – si nasce nel sangue, nel vischioso, capita pure sulla terra, fra la polvere, e di essa si vive…

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