Rondò de la Furca


La macchina ferma , al verde
Le mani al volante
la madre che mangia sul seggiolino
per farla star buona le dai un altro pezzo del tuo
dito.
Lo sgranocchia col sesamo
urlettando dispettosa
il nome del coniuge (morto).

Le macchine intorno s’ingelidano,
scende quella tua parente
in dialisi fissa, le vene estenuate
ancora giovane .
Le rimane solo
la vista e qualche globulo bianco,
rade macchie,
il pallone della figlia
nel canestro .

Quel tuo comunismo
dagli occhi benvolenti,
quei tagli a lametta.
Nei polsi soprusi
e l’aprirti a raggiera
per mille vecchiette.

Preghi.
Smarrito il rosario.

Sia la Sutra del Benevolo:
contro gli scippi t’indigni inarcata.

Sul Rondò della forca
abbandonato dal ‘600
tu trascrivi solerte gli anatemi di tua madre
contro il peggiore dei fratelli, che non la fece studiare
e le bruciò libri e , insieme, le radici e le ali.

<!–

–>

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www.linodigianni.it
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Una risposta a Rondò de la Furca

  1. LaSirenetta ha detto:

    lessi.
    apprezzai.
    splash!

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