La neve del cinquantatrè


(seconda modifica)

La neve del cinquantatrè

 

Nella scatola del cartone
malva, pomodoro e qualche pacco di caffè.

Fuori, la neve a colori
la televisione ancora in bianconero
e già nascevo, in ritardo
sulla morte di Stalin.

L’unica volta nella vita tua
che hai vinto qualcosa, la lotteria
della panettiera.
(E io figlio pensavo fosse la normalità)

Dopo qualche anno
pure una bicicletta
addosso, senza farmi niente.

La cioccolata della refezione,il patronato
e i quaderni ai bambini poveri :
mi piacevano i cachi della scuola,
il castagnaccio
e i giornalini pure di notte.

Ancora gli occhi non scappavano
avanti, passavo la palla
e inseguivo i capelli sciolti.

(Ah, la seicento e l’unica volta allo stadio)

Di tutto ,del mondo
m’importava solo il correre nel prato,
attento al ritmo
del nostro andirivieni.

Mi fermo spesso, oggi,
con affanno,
e non riesco a seguire
i mille e uno  nel campo.

Avevo una canzone,
le parole venivan chiare.

(Ora la neve s’è fermata
e alla tv, mancano i colori).

 

La neve del cinquantatrè  prima modifica

 

Nella scatola del cartone
malva, pomodoro e qualche pacco di caffè.

Fuori, la neve a colori
e la televisone ancora in bianconero
e già nascevo, in ritardo
sulla morte di Stalin.

L’unica volta nella vita tua
che hai vinto qualcosa, la lotteria
della panettiera.

Dopo qualche anno
mi passa pure una bicicletta
addosso, senza farmi niente.

La "ciccolata", il patronato
e i quaderni ai bambini poveri :
me mi piacevano i cachi della scuola,
il castagnaccio
e i giornalini letti pure di notte.

Ancora gli occhi non scappavano
avanti, passavo la palla
e inseguivo i capelli sciolti.

Ah, la seicento e l’unica volta allo stadio.

Di tutto del mondo
m’importava solo il correre nel prato,
attento
al ritmo
del nostro andirivieni.

Mi fermo spesso, oggi,
lento con l’affanno,
e non riesco a seguire
i mille e uno  nel campo.

Avevo una canzone,
le parole venivan chiare.

Ora la neve s’è fermata
e alla tv, mancano i colori.

 

 

 

 

 
versione originale

Nella scatola del cartone
malva, pomodoro e qualche scatola di caffè.
Fuori, stava la neve a colori
e la televisone ancora in bianconero,
e già nascevo, un po’ in ritardo
sulla morte di Stalin.

L’unica volta nella vita tua
che hai vinto qualcosa, sta lotteria
del biglietto della panettiera.
(dopo qualche anno
mi passa pure una bicicletta
addosso, senza farmi niente).

La ciccolata,il patronato
e i quaderni ai bambini poveri,
me mi piacevano i cachi della scuola,
il castagnaccio della pizzeria
e i giornalini letti pure di notte.

Ancora gli occhi non scappavano
avanti, passavo la palla
e inseguivo i capelli sciolti.
Ah, la seicento e l’unica volta allo stadio.

Di tutto cio’ che succedeva nel mondo
m’importava solo il correre nel prato,
attento solo
che non si fermasse il ritmo
del nostro andirivieni.

Mi fermo spesso, oggi
lento, con l’affanno
e non riesco a seguire
i mille e uno passaggi,
la palle che passano nel campo.

Avevo una canzone,
le parole venivan chiare
ora la neve s’è fermata
e alla tv, mancano i colori.

 

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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Una risposta a La neve del cinquantatrè

  1. LaSirenetta ha detto:

    meglio la seconda versione: bel lavoro di lima!
    p.s.: niente datteri, solo spezie, essenze e un olio abbronzante fatto in casa da un negoziante dal quale è stato gradevole farsi un po’ derubare 🙂
    splash!

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