Soffiando sul lato dell’ombra

 

Cantavi facendoti la barba
canzoni che ci scassavano
noi bambini/ moderni
ricordo il pennello, la schiuma
il pentolino dell’acqua calda

è come se mi radessi,io
sulla pelle senza difese,ora
a inseguire la curva di un profilo
con i tuoi occhi pungenti
e dolenti

Mai ti ho chiamato papà
mai osavo il nome solo,
pure la sfida era
su chi avrebbe ceduto
per primo

Usavi le mani come fonte d’ingegno
ascoltavi la radio
sempre avanti ai giornali
e io che ne leggevo due e più
sentivo da te le ultime nuove

cucinavi, chiamavi amico il primo venuto
io guardavo altrove, tu turco, io esquimese
tu camino, io acqua che s’inabissa

che strano destino
è rincorrerti, tu vivo
t’incontro sempre, per strada
che sei appena uscito
Io in casa, a ricordare com’eri.

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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5 risposte a

  1. Lam ha detto:

    mi fa venire la pelle d’oca questo testo…

  2. LaSirenetta ha detto:

    lainus!!!
    ma come fai…
    splash!

  3. lainus ha detto:

    lam, grazie di questa foto che mi hai inviato..

  4. mpinaCiancio ha detto:

    bella la foto (credo sia tua) e i versi… ciao mapi

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